E QUINDI ORA DI….
Uno STOP ,
per fermarsi insieme ad analizzare e comprendere i contesti educativi e formativi in cui si vive e opera, conoscere e sperimentare nuove modalità relazionali e comunicative.
Un GO ,
per attingere da questo incontro creativo nuovo slancio, entusiasmo, conoscenze, strategie e strumenti per “ripartire” nella propria vita.
Stop and go è la “porta d’ingresso” per entrare finalmente in un progetto formativo innovativo, che convoca e alimenta una sempre più grande comunità in apprendimento.
Per chi ha già partecipato agli altri meeting del progetto Creativementi, lo “Stop and Go!” rappresenta invece una nuova occasione per poter rafforzare l’esperienza fatta ed arricchirla con nuovi contenuti, con nuove attività e con nuove relazioni.
Il Meeting per fare rete fra agenzie educative
Iniziare a lavorare in rete sul territorio rappresenta uno step fondamentale per far crescere una generazione di educatori che sanno lavorare in rete sul territorio. La proposta formativa di Stop and Go intende inoltre ripensare e riproporre con una nuova ottica l’approccio educativo alla persona visto in prospettiva di rete.
Il valore dello scambio
Parallelamente siamo convinti della profonda utilità che deriva dallo scambio reciproco di esperienze, di vissuti e delle attese da parte dei diversi soggetti implicati nell’educazione dei nostri ragazzi. Dalla sociologia conosciamo la prospettiva relazionale la quale ci indica come sia sempre più difficile, se non impossibile, capire, lavorare, educare, senza farsi un’idea del contesto e della natura dei gruppi, delle organizzazioni e delle comunità cui appartengono le persone.
Nella pratica del lavoro sociale si opera spesso un’astrazione della persona dal suo ambiente; è necessario invece comprendere, ed aiutare a comprendere, le interrelazioni della persona con il suo territorio.
Appare senza dubbio necessaria la compresenza di più agenzie e di più soggetti educativi quali: le famiglie, gli insegnanti, gli educatori, i catechisti e tutti coloro che in modo diversi contribuiscono alla formazione all’educazione e alla crescita dei ragazzi.
All’interno di una realtà sociale sempre più complessa si impongono nuove modalità di fronteggiamento, di progettazione e di gestione delle azioni che mirano ad influenzarla; in questo scenario è necessario ed urgente guardare alle reti sociali come sistemi aperti che hanno bisogno, per non trasformarsi in reti che soffocano, di mantenere al centro la persona con il suo carico di vissuto.
Tuttavia è importante sottolineare come il lavoro a rete non sia un’altra magica tecnologia al servizio dell’educatore o del catechista o dell’operatore della Pastorale giovanile o del genitore, bensì una prospettiva d’azione sociale che richiede un cambiamento nei modelli di pensiero.